Il portiere cresciuto nelle giovanili dell’AS Roma, di fede romanista, dopo l’esperienza in Russia con la maglia dello Spartak Mosca II approda sui Tre Colli per difendere i pali del Catanzaro, consapevole tuttavia del ruolo di Branduani, estremo difensore titolare. Ma la vita, si sa, riserva sorprese. Tra i due colleghi, amicizia, il procuratore in comune, e tanti consigli e supporto reciprocamente. Per arrivare a centrare i propri personali obiettivi, Romagnoli sa di dover continuare a lavorare a capo chino, sostenendo il compagno e facendosi trovare pronto, all’occorrenza.
“Sono molto contento di essere in una piazza piena di storia e valore, e ringrazio i direttori Foresti e Pelliccioni per avermi dato la possibilità di mettermi in gioco qui. Ho trovato molto calore, organizzazione, ora devo dare il massimo e spero di raggiungere gli obiettivi e levarmi qualche soddisfazione personale, dando il mio contributo”, sostiene il 23enne di Civitavecchia, che ha collezionato esperienze anche a Pistoia e Renate, in C.
Poi alcuni aneddoti del suo passato, da un’infanzia con qualche chilo di troppo (“i miei genitori preferivano giocassi in altro ruolo per aver modo di correre, ma poi si accorsero delle mie qualità in porta”), passando dalla chiamata della Roma a undici anni fino alla Primavera, con la semifinale di Champions del 2018 nella lista della prima squadra.
Adesso per Romagnoli è giunto il momento di allenarsi a testa bassa e farsi notare per guadagnarsi una chance e dare una mano, anzi un ‘guantone’, al Catanzaro.