Per i nostalgici del calcio, quello vero, dove non c'erano giocatori ma bandiere, è sicuramente dedicato il libro di Antonio Ludovico, noto avvocato e scrittore della città di Catanzaro, nonché sportivo e tifoso delle Aquile. Il libro, presentato venerdì scorso in occasione della rassegna stampa "Libera estate" è uno spaccato di storia recente, il calcio negli anni '70 e '80, ricordi che emotivamente smuovono qualcosa nell’animo di chi il calcio di quegli anni l’ha vissuto con la passione innocente e smodata di un bambino. <<In questo libro si parla di amore, di politica, di drammi esistenziali e naturalmente anche di calcio, ma a latere>>. Così Ludovico, tra l'altro autore della rubrica "A tinte giallorosse" all'interno del Settimanale "Il Giallorosso" dedicato alle vicende del Catanzaro calcio, nell'intervista a margine del sesto incontro della rassegna "Libera estate" nella splendida cornice della Perla dello Ionio, Soverato.
Introdotto dall'avvocato Sandro Scoppa, Presidente dell'omonima Fondazione, l'incontro è servito a presentare il libro "C'era una volta il catenaccio". Un calcio che cede il passo alle vicende umane dei protagonisti che sono al centro di questo racconto: ben 31 storie dedicate alla biografia di campioni e figure carismatiche di uno sport che possiamo definire romantico, d'altri tempi, lontano dal businnes stellare di oggi. <<Un calcio che non c'è più - prosegue Ludovico- che ho avuto la fortuna di vivere anch'io, quando i giocatori si identificavano con la propria squadra, vere e proprie bandiere, alcuni giocavano con i calzettoni abbassati, altri con la maglietta sui pantaloncini, in una parola sola romantico>>.
Un'occasione ghiotta dunque per provare a rivivere ad occhi aperti uno spaccato del calcio che ha rappresentato la vera faccia di uno sport unico al mondo, capace di far piangere e gioire d'emozioni intere generazioni.

