Aquile in questa seconda trasferta ancora con maglia blu ma senza Situm, la scelta di Viavarini cade su Tendardini come sostituto del croato che ha accusato problemi fisici prima della partenza in Puglia. Ghion riprende il posto a centrocampo e Pontisso si riaccomoda in panchina.
Dai primi minuti si comprende l'atteggiamento dei giocatori di casa che si rendono protagonisti quanto ad aggressività, riuscendo dopo appena un inuto ad accendere gli animi in campo per un intervento irregolare su Vandeputte. Andria che nei primi venti minuti ha due buone occasioni, prima con Blosius che lascia sul posto Scognamillo e in prossimità dell'area piccola di rigore fa partire un tiro potente che per fortuna dei giallorossi non prende il giro giusto. Poi su calcio da fermo (ammonito Biasci nell'occasione) la palla attraversa pericolosamente l'area di rigore di Fulignati dove manca il tap in un giocatore biancoazzurro. Giallorossi che in ogni caso dimostrano di avere il pallino del gioco e per due volte, con Biasci e Vandeputte vanno vicini al gol, ma senza riuscirci per imprecisione nelle conclusioni. Ma alla prima disattenzione il Catanzaro colpisce: grande giocata di Iemmello che pesca Vandeputte dentro l'area di rigore della Fidelis Andria e il belga non fallisce l'1-0. Aquile a quel punto che riprendono ad essere letali e dopo aver sfiorato il gol in almeno un paio di occasioni, è Iemmello a trovare il raddoppio al 38', questa volta scambiandosi i ruoli con Vandeputte. Al 45' sbaglia l'uscita Zamarion sul calcio di punizione di Vandeputte dalla destra, Biasci non ci pensa due volte e colpisce per la terza volta. In pieno recupero occasionissima anche sui piedi di Tentardini ma Zamarion questa volta si salva in angolo.
Ripresa con Curcio subito in campo al posto di Biasci. Andria che prova a riaprire la gara ma Fulignati è attento su una punizione di Arrigoni e devia in angolo. Subito dopo è Fabriani dal limite dell'area, con un tiro a giro, a far gridare al gol, palla fuori d'un soffio con Fulignati battuto. Aquile che si limitano ad amministrare forti delle tre reti di vantaggio, dentro anche Bombagi e Pontisso. E al 73' arriva anche il quarto gol, ancora Vandeputte che scambia con Bombagi e dentro l'area di rigore conclude superando di giustezza Zamarion. L'Andria cerca il gol della bandiera che però il Catanzaro non concede: anzi è Curcio in pieno recupero a rischiare di segnare il quinto gol.
Aquile che dopo 4 minuti di recupero si aggiudicano anche questa vittoria con grande personalità, la sesta su sette gare giocate. Una media gol impressionante che la consacra a livello nazionale e consolida il primo posto in attesa della gara del Crotone.

