Il prossimo incontro delle aquile giallorosse sarà al “Ceravolo” contro la Juve Stabia guidata dal tecnico Colucci. Le vespe occupano la sesta posizione in classifica con 14 punti guadagnati in queste prime 9 giornate di campionato. Nelle ultime tre disputate contro Foggia (terminata 1-1), Taranto (terminata 2-0) e Picerno (terminata 1-0), ha raccolto 1V-1P-1S. I numeri complessivi raccolti in queste prime 9 giornate sono: 4V-2P-3S con 8 goal Fatti e 7 goal Subiti.
In questo articolo, come analista della redazione ilGialloRosso.info, dopo un breve focus sul tecnico Colucci illustrerò tatticamente la Juve Stabia, con un secondo appuntamento dedicato alla “LEZIONE DI TATTICA”.
Nasce a Cerignola il 29 dicembre 1972. Di professione l’allenatore di calcio, con un trascorso da ex calciatore nel ruolo di centrocampista.
Colucci-calciatore:
Cresciuto nelle file della squadra della sua città, il Cerignola, dopo essersi messo in mostra in Serie D con 103 presenze e 12 gol, richiama l'attenzione di club professionistici. Nella stagione 1993-1994 passa tra le file del Siracusa esordendo in Serie C1.L'anno successivo gli azzurri nel girone di andata navigano nelle primissime posizioni di classifica, con Colucci autentico protagonista di questa scalata, tanto da attirare su di sé le sirene di club di massima serie. Nel novembre del 1994 viene infatti acquistato dalla Lazio. Ha esordito in Serie Anella partita Lazio-Genoa finita 4-0 per i padroni di casa. Ha poi militato tra le file della Reggiana per una stagione, per sei stagioni nel H. Verona, per quattro nel Bologna e nel Cagliari.Il centrocampista è passato alla Cremonese in C1 chiudendo la carriera con il Modena.
Colucci-allenatore:
Dopo essersi ritirato, il 4 giugno 2011 viene chiamato a fare il vice di Marco Giampaolo (già suo allenatore ai tempi del Cagliari) sulla panchina del Cesena.La stagione successiva assume la guida degli Allievi Nazionali del Bologna, e il 10 dicembre 2012 inizia a frequentare a Coverciano il corso di abilitazione per il master di allenatori professionisti Prima Categoria-Uefa Pro.Dopo aver allenato le formazioni giovanili del Bologna, diventa tecnico di Reggiana, Pordenone, Vis Pesaro, Ravenna e Picerno. In carriera ha subito due esoneri, disputato 145 partite ufficiali, vinte 45, pareggiate 46 e perse 54.
MODULO PIU’ UTILIZZATO DAL TECNICO: 1-4-3-3
La Juve Stabia con l’avvento di Colucci è stata ridisegnata con un modulo gradito e testato nel corso della carriera da allenatore. Le vespe vengono schierate in campo con il 4-3-3. Il gioco parte dal basso con palla al piede all’estremo difensore Barosi. Davanti si schiera il reparto difensivo con una lineaa 4 composta da Mignanelli, Caldore, Cinaglia e Maggioni. Rappresentiamo nella grafica cerchiati di giallo i due centrali difensivi (Caldore e Cinaglia) abili nell’impostare il gioco dal basso. Il loro compito oltre al lancio in profondità, è quello di manovrare e far girare i palloni sui terzini (Mignanelli e Maggioni). Il centrocampo è composto da 3 centrocampisti: Gerbo (posizione di play), Altobelli ex dell’incontro (centrocampista dalle spiccati doti fisiche e forza) e Scaccabarozzi centrocampista abile, con grande esperienza, qualità di inserimento, trovando spesso il goal.
In fase di non possesso, la Juve Stabia si distribuisce nella propria metà di campo con un 4-3-2. I due attaccanti che si abbassano per dare supporto difensivo, non sono altro che le due ali di attacco Ricci e Silipo (giocatori rappresentati con le frecce giallo-blu).
Chiudiamo le due fasi di gioco (possesso e non possesso) con la prima pressione della Juve Stabia che avviene a 3 con prima punta centrale e alta (Pandolfi). L’ex Cosenza sceso dalla Serie B questa stagione ha realizzato un solo goal in 8 gare disputate. 665 i minuti giocati, subendo 5 sostituzioni.
Chiudiamo l’analisi con le palle inattive a sfavore, dove presentiamo una Juve Stabia che si difende nei confronti dell’avversario con 8 uomini dentro la propria area di rigore (giocatori rappresentati in freccia gialla) + 1 in prima pressione sul battitore avversario. La dislocazione sul calcio d’angolo avviene con un giocatore in copertura sul primo palo e sette in marcatura a uomo dentro l’area piccola.
L'approfondimento integrale insieme a pillole tattiche di match analysis, aneddoti e dati statistici, nel Settimanale in edicola o in formato digitale:





