Il Punto | Al "Liguori" un Catanzaro piccolo, piccolo

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Nov 16, 2021
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Un Catanzaro troppo piccolo per essere vero: in quattro gare dilapida il poker di vittorie che aveva illuso addetti ai lavori e tifosi e restituisce le Aquile di mister Calabro alla normalità.

Ecco riemergere vecchi vizi: l’assenza di cinismo, la scarsezza di idee e pochi schemi in fase offensiva. La vittoria di misura dei Corallini non è specchio fedele di quanto accaduto in campo e paradossalmente la valanga di occasioni avute dalla Turris, malamente sprecate, avrebbe potuto umiliare i giallorossi sin dalle fasi di avvio. Anche se ciò non è accaduto nel punteggio, si è amaramente concretizzato nella sostanza. Ci ha pensato il solito ex di turno a rendere più amara la serata novembrina a mister Calabro, parliamo di Luca Giannone che con un gol da cineteca, fa rimpiangere come al solito le miopi scelte di mercato. Assistiamo ancora una volta ad esibizioni di calciatori che, una volta lasciati i Tre colli, diventano irresistibili. Chi di dovere a tal proposito dovrebbe porsi più di una domanda e produrre altrettante riflessioni. Il “nuovo inizio”, quello suggerito e soprattutto promesso da mister Calabro non si è concretizzato. Al contrario ci troviamo quasi a commentare il solito ritornello di vedere già naufragate tutte le speranze di primato di una squadra che, analizzata realisticamente la gara, ha palesato evidenti limiti unitamente alla solita condizione atletica da rivedere. D'altronde, lo stesso mister giallorosso non ha fatto mistero del fatto che i suoi uomini nel corso del primo tempo arrivassero sempre secondi sulla palla. Di contro, padroni di casa ricchi di soluzioni in avanti con un gioco corale da fare stropicciare gli occhi a tutti, anche ai soliti generosi tifosi giallorossi presenti allo Stadio “Amerigo Liguori” di Torre Annunziata. Bisogna riconoscere sportivamente a colui che un giorno ricoprì il ruolo di secondo di Gasperini, Mister Caneo, di avere messo in campo la vera rivelazione del campionato unitamente alla migliore organizzazione di gioco e siamo più che certi che chiunque renderà visita al "Liguori" avrà vita difficile. E' anche vero che l’arbitro Marini di Trieste, pessima la sua direzione, non ha agevolato affatto le Aquile, ma ci guardiamo bene da imputare al direttore di gara la meritatissima sconfitta in terra campana.

Un gigantesco verdetto balza oramai incontrovertibile agli occhi di tutti: questo Catanzaro non ha soluzioni di attacco unitamente ad un gioco che possano sostanziare le ambizioni di primato. Difesa, centrocampo e attacco non possono e non devono parlare linguaggi a compartimento stagno. L’osmosi dovrebbe essere totale e questo al momento non avviene. Se si fa un’analisi obiettiva anche contro un modesto Messina e per giunta falcidiato da mille assenze, il Catanzaro malgrado la vittoria non ha offerto una prestazione convincente.

Ancora si è in tempo per fare analisi serene e con il giusto spirito costruttivo, al fine di ricollocare obiettivi e analizzare la realtà senza aggrapparsi ad alibi di sorta. La classifica ci dice che coloro che solo qualche settimana addietro erano distanti svariati punti in classifica, da stasera occupano la stessa posizione in graduatoria. Parliamo dell’Avellino dell’ex Braglia dato troppo frettolosamente per spacciato e quella Virtus Francavilla che alla prima di campionato subì tre reti al "Nicola Ceravolo". Il campionato è ancora lungo ed esprimere giudizi frettolosi sarebbe sbagliato, ma quell’identità faticosamente riconquistata con le quattro vittorie consecutive, considerati i contenuti espressi al cospetto dell’ex Giannone, lascia il posto ad un futuro che non si prospetta certamente roseo e rischia seriamente di minare le certezze di tutti. Realismo e lavoro dunque e malgrado tutto, rialzati Catanzaro!

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